Seleziona una pagina

INTRODUZIONE

Cos’è la DeFi (finanza decentralizzata)?

La DeFi comprende tutti quei servizi finanziari che utilizzano contratti intelligenti (smart contract), accordi esecutivi automatizzati che non necessitano la presenza di intermediari e che, invece, utilizzano la tecnologia blockchain direttamente su Internet.

E’ una forma sperimentale di sistema finanziario che non si basa su intermediari finanziari centrali come broker, exchange o banche e utilizza invece smart contract sulla blockchain. Le piattaforme DeFi consentono alle persone di prestare o prendere in prestito fondi da altri, speculare sui movimenti dei prezzi su varie attività utilizzando derivati, scambiare criptovaluta, assicurarsi contro i rischi e guadagnare interessi in un conto di risparmio. Alcune applicazioni DeFi, soggette ad alto rischio, promuovono tassi di interesse elevati. A partire da ottobre 2020, oltre $ 11 miliardi sono stati depositati in vari protocolli di finanza decentralizzata, che rappresenta una crescita più che decuplicata nel corso del 2020.

Attualmente l’economia DeFi vale circa 6 miliardi di dollari. A tal proposito Nasdaq ha deciso di creare un indice ( DEFX) per tenere traccia dei maggiori prodotti DeFi. In questo momento esistono circa 200 progetti DeFi ed il 90% sfrutta la rete Ethereum.

Ecco un elenco sintetico di opportunità, che ti apre alle cose che puoi fare con la DeFi:

  • DAO;
  • strumenti di gestione degli asset digitali;
  • exchange decentralizzati (DEX);
  • derivati;
  • assicurazioni;
  • margin trading;
  • lending e borrowing;
  • staking;
  • tokenizzazione degli asset reali.

AMM ( Automated Market Maker )

L’innovativo concetto dei market maker automatici ha dato nuova linfa vitale al settore della DeFi e, soprattutto, agli  exchange decentralizzati (DEX). 

Il problema, che ha a lungo afflitto i DEX, era relativo alla carenza di ordini all’interno del cosiddetto order-book. 

Gli AMM risolvono brillantemente tale problema, consentendo agli utenti di scambiare criptovalute in maniera trasparente, avvalendosi delle Liquidity Pool fornite da altri utenti, che riceveranno delle fee per il servizio offerto. In altre parole, il vecchio order-book degli exchange tradizionali viene sostituito da uno smart-contract, che sfrutta sapientemente le liquidity pool, per calcolare autonomamente il controvalore di scambio della coppia.

APY ( Annual Percentage Yield )

È la percentuale di interessi annuali, ricevuti su un investimento

CDP (Collateralized Debt Position)

La CDP, è la posizione creata bloccando una cripto-valuta su uno smart-contract, a fronte di un prestito in una stable-coin. Chi intende ricevere un prestito immobilizza una cripto-valuta di cui è in possesso, su uno smart-contract, come garanzia per il prestito,. La controparte, che presta la propria liquidità in cambio di un interesse, avrà la garanzia al 100% del rimborso (grazie all’immobilizzazione e allo smart-contract).

DAICO (Decentralized Autonomous Initial Coin Offerings)

Le DAICO rappresentano l’unione delle ICO con le DAO. Questo è un approccio basato su un’ idea di Vitalik Buterin proposta nel 2018, che migliora il concetto delle ICO, grazie alla gestione tramite smart-contract dei fondi raccolti tramite la DAO. La liquidità viene bloccata su uno smart-contract. Gli investitori tramite votazione (DAO), sbloccheranno di volta in volta i fondi, durante le varie fasi dello sviluppo del progetto. Questo ha l’enorme vantaggio di prevenire SCAM e Vaporware, mantenendo un’elevata decentralizzazione

DAO (Decentralized Autonomous Organization)

Rappresentano un nuovo approccio di gestione decentralizzata dei progetti in ambito cripto. Tutti i possessori del token di un progetto, gestito tramite DAO, possono proporre dei miglioramenti al progetto e votare per le proposte di altri utenti, diventando così a tutti gli effetti dei collaboratori pro-attivi del progetto stesso

DeFi (Decentralized Finance)

La finanza decentralizzata è una nuova branca di applicazione delle criptovalute, che sostituisce gran parte dei servizi finanziari tradizionali, tipicamente afflitti dalla presenza di uno o più intermediari, che ad ogni passaggio impongono commissioni. 

Con la DeFi, tramite l’oculato utilizzo degli Smart-Contract e della Blockchain, vengono eliminati completamente gli intermediari e la maggior parte dei costi ad essi legati. Un tipico esempio di applicazione sono i prestiti collateralizzati

DEX (Decentralized Exchange)

Essi rappresentano la risposta decentralizzata, ai CEX (exchange centralizzati). I DEX gestiscono gli scambi tramite smart-contract; quindi, in assenza di intermediari e senza alcun obbligo di politiche di registrazione e verifica come AML (Anti-Money Laundering) e KYC (Know Your Customer).

FEE (Commissione)

Rappresenta una commissione, che l’utente di un servizio dovrà pagare, per l’utilizzo dello stesso.

ICO (Initial Coin Offering)

L’offerta iniziale di moneta, molto in voga negli anni 2016 e 2017, è una pratica ormai in disuso. Essa consentiva ai creatori di progetti cripto di reperire i fondi necessari allo sviluppo del progetto, tramite la vendita di parte dei token rappresentativi del progetto stesso.

IEO (Initial Exchange Offering)

L’offerta iniziale di moneta tramite exchange ha di fatto sostituito le ICO. I creatori di un progetto cripto sottopongono alla valutazione di un exchange centralizzato (CEX) il proprio white-paper; se il team di valutazione lo ritiene valido, la moneta verrà inserita tra quelle scambiabili sull’exchange stesso. 

Questo nuovo approccio, rispetto alle ICO, ha diversi vantaggi per tutti gli attori coinvolti: i creatori del progetto non devono investire in marketing, ricevendo già una grandissima platea di utenti interessati, gli investitori sono protetti da truffe (SCAM) e da progetti poco validi e gli exchange guadagnano sulle commissioni (FEE) di scambio dei token listati.

Impermanent Loss

La cosiddetta perdita non permanente è una caratteristica tipica del processo di ricalcolo dei prezzi di cambio delle coppie nelle liquidity pools

Essa rappresenta la temporanea perdita di parte dei fondi dei fornitori liquidità, dovuta a momenti di alta volatilità di uno dei token della coppia. Quando il prezzo di uno dei 2 token si muove rapidamente, si crea una differenza di prezzo tra il mercato spot e quello della liquidity pool; ciò apre grosse opportunità di arbitraggio. Questo comporta un controvalore finale della coppia detenuta nella liquidity pool, inferiore a quello che si avrebbe, se si fosse semplicemente fatto holding dei 2 token.

Liquidity Pool

Esse sono utilizzate in ambito DeFi principalmente per rendere efficienti gli scambi sui DEX

Gli utenti che dispongono di cripto-valute e intendono far fruttare i propri risparmi, bloccano le disponibilità, in genere a coppie, su degli smart-contract, che si occupano di favorire la liquidità necessaria agli scambi tra utenti, tramite gli exchange decentralizzati. A fronte di tale servizio chi effettua gli scambi paga una fee, che viene ripartita proporzionalmente a tutti i fornitori di liquidità.

NFT (Non Fungible Token)

Sono dei token su blockchain, che hanno la caratteristica dell’unicità. Il loro campo d’applicazione è in forte crescita spaziando dai Collectible (collezionabili) a oggetti virtuali applicati al mondo del gaming.

Oracoli

Una delle limitazioni principali della Blockchain è la possibilità di interagire solo con informazioni all’interno di essa. 

La soluzione alla necessità di far comunicare la blockchain con l’esterno è risolta dai cosiddetti oracoli

Essi sono incaricati di reperire, validare e fornire agli smart-contract, le informazioni di cui necessitano e che risiedono al di fuori della blockchain, su cui lo smart-contract è implementato.

SCAM (Truffa)

È la definizione classica di truffa che, in ambito crypto, trova la sua più remunerativa applicazione nei cosiddetti exit-scam. Questa è la pratica comune di fuggire con il bottino dopo una cospicua raccolta fondi.

Shilling

L’entusiastica promozione di una coin/token e/o della sua raccolta fondi (ICO, IEO, ecc).

Smart Contract (Contratto intelligente)

Essi sono dei protocolli, generalmente applicati alla blockchain, che permettono, in assenza di intermediari, l’esecuzione di un contratto, al verificarsi di certe condizioni prestabilite.

Solidity

Linguaggio di programmazione utilizzato per la programmazione di smart-contract, su alcune blockchain tra cui la più famosa è Ethereum.

Stablecoin

È un token che, tramite meccanismi variabili, fa sì che il suo controvalore sia sempre pressoché uguale a quello di un’altra moneta o asset del mercato tradizionale.

STO (Security Token Offering)

L’offerta di security token differisce dalla ICO, soprattutto per ciò che rappresenta il token emesso e le conseguenti ricadute in ambito legale e di regolamentazione. 

Per semplificare, possiamo immaginare un security token, come una azione di una società che, quindi, darà diritti reali sulla società stessa, come ad esempio partecipazione agli utili, voto in consiglio d’amministrazione o altro.

Tokenomics (Economia del token)

Aspetto fondamentale, trattato solitamente nei white-paper, che descrive l’economia del token. Quanti ne verranno emessi in totale, quanti e quando verranno venduti nei vari step della raccolta fondi e come esso sarà sostenibile nel tempo.

Whitepaper

È un documento redatto dai creatori di un progetto, dove vengono descritte dettagliatamente le informazioni tecniche e la road-map del progetto stesso. Esso è solitamente utilizzato per presentare l’idea ai potenziali investitori.

Yield Farming

E’ la pratica di investire le proprie criptovalute in ambito DeFi, per guadagnare interessi (crypto lending, liquidity pools, ecc.). In questa pratica, è spesso associato il guadagno, oltre agli interessi, di un token di governance del protocollo utilizzato. Questo processo fa sì che i profitti vengano massimizzati, in quanto il token ricevuto in genere può essere scambiato sul mercato generando un interesse annuale maggiore (APY).

Altcoin è una criptovaluta alternativa al Bitcoin(alternative-coin). Molte criptovalute sono nate per portare delle innovazioni e cercare di migliorare la criptvaluta originale, ovvero il Bitcoin.

Bitcoin: è la criptovaluta creata da Satoshi Nakamoto nel 2009. È stata tra le prime valute digitali a permettere transazioni P2P e la prima ad utilizzare una blockchain per tracciare i pagamenti. I Bitcoin vengono generati tramite un processo che si chiama mining e che permette di incentivare coloro che fanno parte della rete (i nodi).

Bitcoin Cash (BCH): è una criptovaluta nata dal Bitcoin il 2 Agosto 2017, tramite un procedimento chiamato Hard Fork. Il BCH è essenzialmente una copia del Bitcoin prima di quella data, con il solo aumento della block size da 1 MB a 8 MB. Tale aumento è stato apportato per cercare di risolvere il problema della scalabilità della rete Bitcoin.

Blocco: è un insieme di transazioni che vengono raggruppate secondo una grandezza massima (la block size) predeterminata per poi essere verificate da un nodo della blockchain.

Blockchain: è un registro digitale, detto ledger, dove vengono mantenute tutte le transazioni fatte tramite una criptovaluta. La blockchain è stata introdotta dal Bitcoin e adesso è utilizzata dalla maggior parte delle criptovalute. La blockchain è costituita da un insieme di blocchi collegati tra di loro in ordine cronologico formando così un database permanente ed immutabile.

Block Size: è la grandezza massima, espressa in Byte, di un blocco. Esprime una misura di quante transazioni possono essere contenute in un blocco e quindi, come nel caso del Bitcoin, è un fattore che influenza il numero massimo di transazioni possibili per un determinato intervallo di tempo.

Consensus distribuito: è il meccanismo per mezzo del quale una rete di computer decentralizzata riescono a raggiungere un “consenso” senza che sia necessario utilizzare un’autorità centrale per dissuadere i partecipanti da comportamenti sleali.

Circulating Supply: è il numero di coin o token  di una determinata criptovaluta che vengono rilasciati sul mercato.

Criptovaluta: è una valuta digitale che fa uso di algoritmi criptografici per permettere lo scambio di denaro, o più in generale di un qualsiasi valore, tra due entità che utilizzano lo stesso software. La criptovaluta per eccellenza è il Bitcoin.

DAO: Decentralised Autonomous Organization. È un’organizzazione autonoma e decentralizzata che viene realizzata tramite blockchain. In teoria, una DAO non ha bisogno di un organo centrale per prendere decisioni, o di persone fisiche che le permettano di funzionare, ma viene gestita esclusivamente tramite consensus distribuito raggiungibile grazie ai nodi della rete.

dApps (applicazioni decentralizzate): sono un tipo di programma software che gira su una rete P2P decentralizzata, anziché su di un singolo computer. Ethereum è la piattaforma più popolare che supporta la creazione ed il mantenimento delle dApps e che le ha di fatto introdotte.

Dash: è un tipo di criptovaluta nata nel 2014 e basata sullo stesso software del Bitcoin. A differenza del Bitcoin, Dash ha aggiunto delle funzionalità per garantire l’anonimato che fanno sì che non sia possibile ricondurre una transazione ad un individuo o ad una determinata entità.

Decentralizzato/a: è una delle caratteristiche principali della blockchain. Significa che non c’è un punto di controllo centrale o che l’infrastruttura non presenta un singolo punto di vulnerabilità.

ERC-20: è uno standard per i token della rete Ethereum. Ogni dApp che fa parte della rete Ethereum deve avere token che aderiscono a questo standard in modo che essi siano facilmente scambiabili ed utilizzabili. Ad oggi la maggior parte dei token che vengono rilasciati durante le ICO aderiscono a tale standard.

Ether: è il token utilizzato dalla piattaforma Ethereum per permettere transazioni ed il pagamento dei servizi computazionali relativi agli smart contracts gestiti dai nodi della rete Ethereum. I costi delle transazioni sono misurati secondo le due metriche: gas limit e gas price.

Ethereum: è una piattaforma decentralizzata ed open source basata sulla tecnologia blockchain e creata da Vitalik Buterin nel 2013. Essa permette l’esecuzione di smart contracts e di applicazioni decentralizzate.

Ethereum Classic (ETC): è la criptovaluta nata dall’Hard Fork di Ethereum a Giugno 2016. A seguito di un attacco hacker alla prima DAO, la fondazione Ethereum ha deciso di creare un fork per permettere di restituire i fondi persi ai legittimi proprietari. Una parte della community però ha deciso di supportare l’altra parte del fork, sostenendo il principio di immutabilità della blockchain, e dando così vita ad Ethereum Classic.

FIAT: è una valuta emessa e supportata da un ente governativo e che ha corso legale. Monete e banconote sono esempi di valute FIAT.

FOMO: Fear Of Missing Out. È un acronimo spesso utilizzato nel contesto dei mercati delle criptovalute. È quel sentimento di apprensione, o di paura di farsi scappare l’opportunità di un investimento profittevole. Spesso, quando si verifica un FOMO di massa, si assiste ad un’impennata dei prezzi.

FUD: Fear, Uncertainty, Doubt. Paura, incertezza e dubbio è un acronimo utilizzato nel contesto dei mercati delle criptovalute. Essendo opposto al FOMO, il FUD è quel sentimento d’incertezza, generalizzato e solitamente irrazionale, che porta a percezioni negative riguardo ad un investimento. Quando si verifica un FUD di massa si può assistere ad un crollo dei mercati.

Gas Limit: è una delle metriche che esprimono il costo di una transazione nella blockchain Ethereum. Nello specifico il Gas limit definisce la quantità massima che un utente è disposto a spendere per una transazione. Una transazione deve avere abbastanza Gas per coprire i costi delle risorse computazionali necessarie ad eseguire il codice. Se il Gas limit eccede la quantità necessaria, l’eccesso verrà restituito alla fine della transazione.

Gas Price: è una delle metriche utilizzate per determinare il costo di una transazione nella rete Ethereum. Il Gas price è il prezzo che un utente è disposto a pagare per un’unità di Gas ed è misurato in Ether. Il costo di una transazione sulla rete Ethereum si ottiene moltiplicando il Gas Price per il Gas Limit. Il Gas price è solitamente espresso in miliardesimi di Ether.

Genesis Block: è il primo blocco di transazioni di una determinata blockchain. Solitamente viene anche chiamato blocco 0.

Hard Cap: è il limite massimo che alcune ICO impostano per la propria raccolta fondi. Una volta raggiunto tale limite, una ICO smetterà di accettare fondi di investimento.

HODL: è un termine utilizzato tipicamente da coloro che hanno una posizione long su Bitcoin, o altre criptovalute, e che intendono rimarcare il fatto che manterranno la propria posizione (HOLD). Il termine, che secondo le intenzioni dell’investitore intendeva essere HOLD, deriva da un errore di battitura dello stesso su un post, poi diventato famoso, di Bitcoin Forum.

ICO: Initial Coin Offering: è una metodologia di crowdfunding per le criptovalute. Da un progetto iniziale si raccolgono fondi in cambio di token che poi verranno erogati alle fine del crowdfunding. Solitamente i fondi raccolti, per la maggior parte delle volte Ether o Bitcoin, vengono utilizzati per lo sviluppo del progetto secondo quanto definito in una roadmap di sviluppo.

Indirizzo: è un identificatore univoco, che contiene una serie di lettere e numeri ed individua un’entità a cui inviare un pagamento tramite una transazione sulla blockchain. L’indirizzo a cui inviare pagamenti è anche detto chiave pubblica e solitamente richiede una chiave privata per accedere ai fondi.

IOTA: è una delle criptovalute principali per market cap. Si avvale di un ledger distribuito creato nel 2015 che non utilizza la blockchain, bensì un nuovo modello di ledger chiamato Tangle. Tra le proprie caratteristiche può vantare transazioni veloci e sicure portate a termini senza fee ed una buona scalabilità. Il progetto è focalizzato sull’ Internet Of Things.

Ledger: Letteralmente “Libro Mastro” dall’Inglese, è un registro. Il formato in cui la blockchain annota e tiene traccia delle transazioni è un Ledger digitale e distribuito.

Lightning Network: è un sistema off-chain, ovvero fuori dalla blockchain, per tener traccia di pagamenti P2P. Il sistema è stato ideato per superare il problema di scalabilità di Bitcoin e per offrire la possibilità di effettuare pagamenti istantanei a bassi costi.

Litecoin (LTC): è una delle prime criptovalute alternative al Bitcoin ad essere state progettate. Il creatore, Charlie Lee, l’ha resa disponibile al pubblico già nel 2011. Ha seguito lo sviluppo di Bitcoin per molte delle caratteristiche ed è stata anche utilizzata per testarne di nuove come, ad esempio, Segregated Witness (SEGWit).

Market Capitalization: è una misura utilizzata per determinare il valore di un’azienda o di un settore di mercato. Per il mercato azionario, si calcola moltiplicando il valore di mercato di un’azione per le azioni emesse. Nelle criptovalute, si calcola moltiplicando il prezzo di una criptovaluta per il numero di coin in circolazione.

Maximum Supply: Per una criptovaluta, è il numero di coin massimo che potranno essere distribuiti. Nel Bitcoin tale numero è di 21 milioni.

Mining: è un processo di verifica delle transazioni tramite il quale si aggiunge un blocco alla blockchain e vengono creati nuovi coin (per es. Bitcoin). Ci sono diversi tipi di algoritmi che governano il mining, i più noti sono il Proof of Work ed il Proof of Stake.

Monero (XRM): è una delle criptovalute più note. Creata nel 2014, Monero si concentra sulla privatezza e sulla scalabilità delle transazioni. In particolare, le transazioni Monero sono progettate per non poter essere accostate ad un particolare utilizzatore nel mondo reale.

NEM (XEM): è una delle criptovalute più note. La piattaforma NEM può essere utilizzata per scambiare e gestire diversi tipi di asset, come valute, supply chain, registri di compravendita, etc. Offre inoltre account multi-signature e messaggi criptati.

NEO: è il progetto Cinese più noto nell’ambito delle criptovalute. Le funzionalità di Neo sono molto simili a quelle di Ethereum. Offre la possibilità di eseguire sulla propria blockchain sia smart contracts che dApps che sono programmabili in diversi linguaggi. A differenza di Ethereum, ha un proprio token separato per la gestione del costo delle transazioni che si chiama, appunto, GAS.

Pre-sale: avviene quando una criptovaluta mette in vendita dei token ancor prima di aver effettuato una ICO. È un modo da rendere disponibili i token al pubblico generico.

Proof of Stake (PoS): è uno degli algoritmi principali di mining. Il PoS ricompensa i partecipanti che risolvono dei problemi criptografici per raggiungere un consensus distribuito. A differenza del Proof Of Work, un partecipante può validare le transazioni e creare nuovi blocchi senza utilizzare potere computazionale ma mettendo a disposizione una prova delle proprie risorse, come ad esempio un certo numero di coin in proprio successo. Il PoS garantisce un minor consumo di energie rispetto al PoW.

Proof of Work (PoW): è l’algoritmo che viene principalmente utilizzato per il mining che premia il primo partecipante che riesce a risolvere un certo problema crittografico permettendo di raggiungere un consensus distribuito ed aggiungendo il blocco successivo alla blockchain. Il PoW ha dei sistemi di protezione per gli attacchi spam o in generale dagli attacchi di malintenzionati che dovrebbero utilizzare un numero di risorse computazionali troppo elevate per riuscire a portare a termini i propri attacchi.

Pump and Dump: è uno schema tramite il quale un numero ristretto di persone, tra le quali solitamente fanno parte anche gli sviluppatori di un progetto, crea false attese in modo da far salire temporaneamente il prezzo di una criptovaluta, per poi rivenderla immediatamente e trarne profitto.

Ripple (XRP): è una delle criptovalute più conosciute. Ripple è sia il nome del token (XRP) che della piattaforma per i pagamenti che utilizza i token per trasferire vari asset. Lo scopo della piattaforma è di permettere pagamenti in tempo reale su scala mondiale.

Segregated Witness (SegWit): è il processo tramite il quale si aumenta il limite alla blocksize di una blockchain rimuovendo le informazioni riguardanti la firma digitale e spostandole alla fine della transazione per ottenere più capacità. In questo modo le transazioni sono separate (o segregate) in due segmenti: il segmento dati originale e il segmento per la firma (witness).

Smart Contracts: è un sistema automatizzato tramite il quale due o più parti possono aderire ad un contratto. Il sistema svolgerà automaticamente le proprie funzioni al verificarsi delle condizioni prestabilite nel contratto. Il contratto potrà quindi essere eseguito senza problemi di censura, frodi o interferenza di terze parti.

Soft Cap:  generalmente definisce il numero minimo di fondi che una ICO dichiara di raccogliere. Se l’ICO non è in grado di raggiungere il Soft Cap potrebbe essere cancellata con conseguente restituzione dei fondi ai partecipanti.

Token: i token sono “oggetti virtuali” che vengono scambiati tramite blockchain. Ogni criptovaluta ha un token che permette il funzionamento della propria blockchain e che può assumere un certo controvalore se scambiato in un mercato. I token più famosi sono il BTC e l’Ether.

Total Supply: è il numero totale di token di una criptovaluta che esistono in un determinato momento. Possono includere sia quelli distribuiti sul mercato che quelli non ancora distribuiti ma mantenuti in una riserva, spesso dagli stessi sviluppatori di una criptovaluta.

Wallet: è un sistema che permette di mantenere i propri possedimenti in una certa criptovaluta e gestirne i trasferimenti. I wallet possono essere sia di tipo cartaceo (paper wallet), software (sia online che desktop) o hardware (solitamente chiavette che permettono di mantenere i propri fondi off-line).

Whitepaper: è un documento informativo relativo ad una criptovaluta. Solitamente tale documento viene redatto prima della creazione vera e propria del software e contiene essenzialmente un manifesto che indica gli obiettivi, la tecnologia ed i problemi che intende risolvere il progetto legato alla criptovaluta che verrà creata.